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Apple aumenta i prezzi dei vecchi iPhone e rompe una vecchia abitudine

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Aspettare l’arrivo della nuova generazione di iPhone per acquistare il modello precedente è stata per anni una strategia piuttosto prevedibile. Apple presenta i nuovi dispositivi, riorganizza il catalogo e lascia i modelli meno recenti a prezzi più bassi.

Questa volta è successo praticamente il contrario.

Dopo la presentazione di iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e iPhone Duo, Apple ha aggiornato il listino italiano aumentando i prezzi di diversi smartphone già in commercio. Nessun nuovo processore, nessuna fotocamera aggiuntiva e nessun aggiornamento hardware: sono gli stessi iPhone che fino a poche ore prima costavano meno.

Gli aumenti coinvolgono iPhone 17, iPhone 17e, iPhone 16 e iPhone Air.

iPhone 17 sale a 1.129 euro

Uno dei casi più evidenti riguarda iPhone 17. La versione da 256 GB passa da 979 a 1.129 euro, mentre quella da 512 GB arriva a 1.379 euro. In entrambi i casi parliamo di 150 euro in più.

Ancora più particolare è la situazione di iPhone 17e, il modello pensato per rappresentare la porta d’ingresso più economica alla famiglia iPhone 17. La versione da 256 GB passa da 729 a 879 euro.

Anche iPhone Air viene ritoccato verso l’alto: il modello da 256 GB raggiunge 1.339 euro, contro i precedenti 1.239 euro.

Sono cifre che modificano parecchio la percezione dell’attuale gamma Apple. Non stiamo parlando di nuovi smartphone con caratteristiche migliori, ma di prodotti già disponibili sul mercato che improvvisamente hanno un prezzo ufficiale superiore.

Dietro gli aumenti c’è anche il costo delle memorie

Il punto centrale della questione sembra essere il crescente costo dei componenti di memoria e archiviazione.

L’espansione dell’intelligenza artificiale e dei data center sta assorbendo quantità enormi di memoria. I produttori devono soddisfare una domanda sempre più importante proveniente dal settore server e dalle infrastrutture dedicate all’AI, con inevitabili ripercussioni sul resto dell’industria elettronica.

Apple ha dimensioni e capacità negoziali tali da poter assorbire una parte degli aumenti. Ma anche per Cupertino esiste un limite.

La nuova politica dei prezzi degli iPhone sembra indicare che quel limite sia stato raggiunto.

Ed è proprio questo l’aspetto interessante: Apple non sta semplicemente chiedendo più soldi per una nuova generazione. Sta rivalutando economicamente prodotti che erano già sul mercato.

Il paradosso degli iPhone meno recenti

Per molto tempo Apple ha sfruttato le generazioni precedenti per occupare fasce di prezzo più accessibili.

Il meccanismo era semplice. Arrivava il nuovo iPhone, il precedente scendeva di prezzo e diventava l’alternativa per chi voleva entrare nell’ecosistema Apple spendendo qualcosa in meno.

Con questi rincari il sistema diventa molto meno lineare.

Un iPhone meno recente non è necessariamente un iPhone più economico rispetto a pochi mesi prima. È un cambiamento piccolo sulla carta, ma importante nella strategia commerciale dell’azienda.

I rivenditori acquistano ancora più importanza

C’è poi un effetto collaterale interessante. I prezzi dell’Apple Store potrebbero risultare sensibilmente superiori a quelli disponibili presso alcune catene di elettronica, operatori e negozi online.

I rivenditori possono avere ancora magazzini acquistati prima del cambio di listino, oltre a promozioni già programmate.

Per un certo periodo potremmo quindi vedere lo stesso iPhone venduto con differenze di prezzo insolitamente elevate tra Apple e la distribuzione tradizionale.

Quando le vecchie scorte saranno terminate, la situazione tenderà inevitabilmente a normalizzarsi.

Una decisione che racconta qualcosa di più

A mio parere il vero tema non è che Apple abbia reso ancora più costosi i suoi smartphone. Sarebbe quasi una non-notizia.

La parte insolita è un’altra: sta aumentando il prezzo di hardware già esistente.

Se la pressione sul mercato delle memorie dovesse continuare, questa dinamica potrebbe non riguardare soltanto Apple. Smartphone, computer, tablet e numerosi altri prodotti utilizzano gli stessi componenti che oggi sono sempre più richiesti dall’industria dell’intelligenza artificiale.

La presentazione dei nuovi iPhone ha quindi prodotto un risultato piuttosto curioso. Tutti gli occhi erano puntati su iPhone 18 Pro e sul nuovo iPhone Duo, mentre una delle novità commercialmente più significative si nascondeva nel listino.

I vecchi iPhone non sono diventati più economici. Sono diventati più costosi.

Domande frequenti

Perché Apple ha aumentato i prezzi dei vecchi iPhone?

Uno dei fattori principali è l’aumento dei costi delle memorie e dei sistemi di archiviazione, legato anche alla forte domanda proveniente dai data center e dalle infrastrutture AI.

Quanto costa ora iPhone 17 in Italia?

La versione da 256 GB passa da 979 a 1.129 euro, mentre quella da 512 GB raggiunge 1.379 euro.

Quanto costa iPhone 17e?

Il modello da 256 GB passa da 729 a 879 euro, diventando sensibilmente più costoso rispetto al prezzo precedente.

Apple ha aggiornato anche l’hardware?

No. Gli aumenti riguardano dispositivi già esistenti e non corrispondono a modifiche hardware.

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