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Samsung accelera sull’AI: i nuovi chip HBM4E cambiano la partita

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Samsung ha iniziato a spedire ai principali clienti globali i primi campioni di HBM4E a 12 strati, una memoria ad altissima banda pensata per i data center AI di prossima generazione. Non parliamo del solito annuncio da laboratorio, buono per una slide e poco altro: qui c’è una mossa concreta, con campioni già in mano ai clienti e una produzione di massa prevista in base ai loro calendari. La nuova memoria raggiunge una velocità stabile di 14 Gbps per pin, scalabile fino a 16 Gbps, con una banda fino a 3,6 TB/s per stack.

Perché questa memoria è così importante

La sigla HBM, High Bandwidth Memory, gira da anni nel mondo GPU, ma con l’esplosione dell’intelligenza artificiale è diventata una delle tecnologie più strategiche dell’intera filiera. I modelli AI non hanno solo bisogno di chip potenti: hanno bisogno di memoria vicina, veloce, efficiente e capace di alimentare continuamente GPU e acceleratori senza creare colli di bottiglia.

La HBM4E di Samsung nasce proprio qui. È una versione evoluta della HBM4, pensata per gestire carichi ancora più pesanti: modelli linguistici enormi, inferenza su larga scala, sistemi agentici e infrastrutture AI che consumano quantità impressionanti di dati. Samsung parla di un incremento superiore al 20% rispetto alla HBM4 e di un’efficienza energetica migliorata del 16%, due numeri che nei data center valgono parecchio, perché ogni watt risparmiato pesa su costi, raffreddamento e densità dei server.

Samsung vuole recuperare terreno

La parte più interessante, a mio avviso, non è solo tecnica. È competitiva. Samsung arriva da una fase non semplicissima nel mercato HBM, dove SK Hynix ha preso un vantaggio importante e Micron è cresciuta parecchio sulle piattaforme AI. Secondo Reuters, nel quarto trimestre 2025 SK Hynix guidava il mercato HBM con il 57%, seguita da Samsung al 22% e Micron al 21%.

Questo spiega il tempismo. Samsung non vuole più inseguire: vuole rientrare nella conversazione da protagonista. E spedire per prima campioni HBM4E a 12 strati è un segnale diretto a Nvidia, AMD, Google e a tutti quei player che stanno disegnando la prossima generazione di acceleratori AI. Reuters sottolinea anche come il vantaggio dell’early mover sia cruciale nella memoria HBM: chi arriva presto nelle fasi di qualifica può assicurarsi una fetta importante degli ordini iniziali.

La scheda tecnica racconta una strategia

Samsung userà per questi chip il processo DRAM di sesta generazione in classe 10 nm, chiamato 1c, insieme a un logic base die a 4 nm realizzato da Samsung Foundry. È un dettaglio che sembra molto tecnico, ma dice parecchio: Samsung sta provando a far valere il fatto di avere memoria, foundry, packaging e progettazione logica sotto lo stesso tetto.

La capacità iniziale sarà di 48 GB nella configurazione a 12 strati, con varianti future da 32 GB a 8 strati e 64 GB a 16 strati. Anche la gestione termica migliora: Samsung parla di una riduzione della resistenza termica superiore al 14%, utile per mantenere affidabilità e prestazioni quando questi moduli lavorano dentro server AI sempre più densi.

Micron e SK Hynix non stanno ferme

Il problema, per Samsung, è che la concorrenza non dorme. Micron ha già annunciato la produzione in volume della sua HBM4 da 36 GB a 12 strati per la piattaforma NVIDIA Vera Rubin, con banda superiore a 2,8 TB/s e oltre il 20% di efficienza energetica in più rispetto alla sua HBM3E. Ha anche spedito campioni HBM4 da 48 GB a 16 strati, segno che la corsa alla capacità è già entrata nella fase successiva.

SK Hynix resta il riferimento commerciale del settore, soprattutto grazie alla posizione costruita nelle generazioni HBM3E e HBM4. Samsung però ha un vantaggio potenziale: se riesce a combinare memoria avanzata e capacità foundry, può proporsi come fornitore più completo per chi vuole progettare chip AI sempre più personalizzati.

Il vero messaggio è per l’intera industria AI

La HBM4E non finirà dentro smartphone o notebook, almeno non direttamente. Ma il suo impatto arriverà comunque agli utenti finali, perché accelererà l’evoluzione dei servizi AI: modelli più rapidi, costi di inferenza più sostenibili, cloud più efficienti e strumenti generativi capaci di gestire contesti sempre più ampi.

Personalmente trovo questa notizia più importante di molte presentazioni consumer piene di “AI” nel nome. Qui si parla dell’infrastruttura vera, quella che decide quanto saranno potenti e accessibili le prossime applicazioni. Samsung ha capito che la battaglia dell’intelligenza artificiale non si vince solo con le GPU, ma anche con la memoria che le alimenta.

Considerazioni

Samsung con HBM4E sta provando a cambiare ritmo. Non basta annunciare il chip più veloce sulla carta: serviranno qualifiche superate, rese produttive convincenti e clienti disposti a inserirlo nelle loro roadmap. Però il segnale è forte. Dopo aver perso terreno nella prima fase del boom HBM, Samsung sembra voler giocare la prossima mano con più aggressività e con un ecosistema industriale che pochi concorrenti possono replicare.

FAQ

Che cos’è la memoria HBM4E?

È una memoria ad altissima banda pensata per acceleratori AI e data center. Rispetto alla HBM4 punta a offrire più velocità, maggiore capacità e migliore efficienza energetica.

Perché Samsung parla di chip a 12 strati?

Perché la memoria HBM è composta da più die DRAM impilati verticalmente. Più strati permettono maggiore capacità nello stesso spazio fisico, aspetto fondamentale nei server AI.

Quando arriverà la produzione di massa?

Samsung ha comunicato che la produzione di massa partirà in linea con i calendari dei clienti, dopo la fase di campionamento e ottimizzazione.

Chi userà questi chip?

I destinatari più probabili sono i grandi progettisti di acceleratori AI e infrastrutture cloud, quindi aziende come Nvidia, AMD, Google e altri player hyperscale citati nel contesto del mercato HBM.

Salvatore Macrí
Caporedattore | Web |  + posts

Ciao, sono Salvatore e mi occupo dello sviluppo internazionale di CertiDeal, oltre a tutte le attività SEO nei nostri diversi mercati europei. Sono appassionato di informatica e tecnologia, in particolare di tutto ciò che riguarda il mondo degli iPhone e dei dispositivi Samsung.

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